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Il Centro di Arte Contemporanea sulla Cultura Alimentare è un'operazione artistica; uno spazio di ricerca, sperimentazione e traduzione del pensiero in azione.

Nei suoi 22 mq situati al numero 33/a di via Solferino, nel centro storico di Bologna, coinvolge artisti, ricercatori, scienziati e professionisti, che propongono al pubblico opere di arte partecipata, performance, opere di arte relazionale, exhibit, azioni, talk, installazioni site specific...

Il CACCA è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00, spesso al sabato pomeriggio e mai di domenica. Capita anche che sia chiuso negli orari che vi abbiamo segnalato, non è uno scherzo, tutto il team è spesso fuori per lavoro, chiamateci o scriveteci e prendiamo un appuntamento, saremo felici di ricevervi.

Il CACCA desidera dialogare ed entrare in contatto con tutti i soggetti che si sentano di avere con esso affinità di ricerca. Siamo disponibili alla conversazione e alla condivisione di riflessioni e visioni.

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Il Centro di Arte Contemporanea sulla Cultura Alimentare ospita al suo interno lo studio di Panem Et Circenses, collettivo artistico che lavora con le pratiche di partecipazione utilizzando il cibo come oggetto di connessione potente tra Natura e Cultura.


raccolto
Dal 18 Novembre al 10 Dicembre.

Pomme de Guerre.

Installazione site specific di Hannes Egger

dal progetto "Project Terra"

“La terra dilaniata si riga a zone di cadaveri come un vasto cimitero”. Così scrive Arnaldo Fraccaroli, corrispondente di guerra per il “Corriere della Sera”, riferendosi ai campi di battaglia galiziani, nel territorio al confine tra l'attuale Polonia ed Ucraina, dove molti soldati tirolesi persero la vita nell'Agosto del 1914 e di cui andò perso persino il ricordo. Soldati morti due volte, uccisi dalla guerra prima e dalla storia poi.
La riflessione nasce in riferimento al contesto bellico della Grande Guerra ma si concentra su tematica quantomai attuale quale l'importanza di avere un luogo d'origine cui legare la propria identità per non cadere nell'oblio che spetta a chi viene negato un legame con la propria terra.

polonia

Il "Project Terra" è un intervento artistico avviato dall'artista tirolese Hannes Egger (che vanta, tra le altre, una partecipazione alla 54° Biennale di Venezia nel padiglione austriaco) in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale.
Nel 2014 Egger viaggiò fino in Galizia dove prese 9 tonnellate di terra da degli ex campi di battaglia, portandole poi al Forte di Fortezza (BZ) per piantarvi un campo di patate. Da allora nel campo situato nel forte medio ogni anno crescono patate provenienti da diverse zone di combattimento della Prima Guerra Mondiale. Finora la semente proviene da Przemyśl (Polonia), Val di Gresta (Lago di Garda Trentino), Verdun (Francia) e quest’anno dalle Dolomiti (Alto Adige).

La scelta delle patate è facilmente spiegabile: pianta forte e robusta che cresce in qualsiasi condizione, cibo povero ma nutriente sempre disponibile e accessibile fu l'alimento principale di molti nei periodi di guerra, ivi compresi i popoli dell'est Europa, da dove parte la riflessione di Egger, e i soldati che su quei fronti combatterono.

zuppa

Alle ore 19.30 avrà inizio l'"Happening delle patate" presso la sede del Centro per l'Arte Contemporanea sulla Cultura Alimentare in Via Solferino 33/a. Hannes Egger ha raccolto il 30 settembre 2017 per la quarta volta le patate del “Progetto Terra” e, come ogni anno, le cucinerà durante l'opening per farne una zuppa da offrire ai fruitori dell'opera in occasione della presentazione dell'installazione site specific "Pomme de Guerre".
preparazione
L'operazione di Egger è celebrativa e conviviale insieme, la condivisione del cibo preparato dall'artista è, in sostanza, la forma della celebrazione che l'artista dedica al ricordo offrendosi (poiché egli si offre preparando personalmente il cibo) in maniera lieve e intima un piatto di zuppa mangiando la quale chiunque partecipa dell'opera e si fa carico e parte del ricordo.

offerta

Dieci Passi
dall'erosione genetica

Installazione site specific di Andrea d'Amore

in collaborazione con il mastro birraio Biagio Sannino
teschio

"Salvare l’umanità dall’estinzione significa biodiversità agricola. Condannare la privativa della produzione, scambiare colture, sono un atto di resistenza di sopravvivenza."

panchina

Dal 19 Ottobre al 10 Novembre Il CACCA ha ospitato il progetto dell'artista toscano Andrea d'Amore "DIECI PASSI DALL'EROSIONE GENETICA" attraverso un'installazione site specific.
Dieci passi dall'erosione genetica è "una riflessione lucida e complessa sulla perdita di diversità genetica naturale e sullo stato delle politiche agricole viste attraverso il filtro selettivo dell’arte. Il tentativo di resistenza contro la smaterializzazione della tradizione agricola territoriale diviene forma viva e filosofia d’azione, denuncia e momento di sintesi affinché una specie rara, rivitalizzata attraverso un processo di strutturazione analitica del senso, sia capace di creare nuova ricchezza, quindi sviluppi economici, ma soprattutto comunità, ovvero differenti dinamiche relazionali e sociali." (dal testo critico di Tommaso Evangelisti)

scialuppa
Nella serata del 19 ottobre l'artista ha presentato al pubblico IL COMPOST IDEE, Manifesto ideologico del progetto, realizzato come scultura di pensiero con i contributi dell'antropologo Zachary Androus, del critico d'arte Giorgio D'Orazio, il genetista Salvatore Ceccarelli e l'economista Andrea Calzolari. I testi completi si possono leggere sul sito di Andrea d'Amore (www.andreadamore.org) a questo link.
Il COMPOST IDEE è serigrafato in una serie limitata con inchiostro e su carta 100% vegetale, è acquistabile incentivando l'espansione del progetto e la sensibilizzazione alle tematiche urgenti trattate.


Setup Contemporary Art Fair 2017
sezione S.O.S. progetti speciali

BCFP

Il 2017 del CACCA si è aperto con la selezione e la partecipazione alla sezione S.O.S. di Setup Contemporary Art Fair dedicata ai progetti sperimentali. Il tema della V edizione della fiera, l'equilibrio, proviene da una citazione di Kierkegaard: “Osare è perdere momentaneamente l’equilibrio, non osare è perdere se stessi”. La sezione S.O.S. ha voluto premiare quei progetti che in linea con le parole del filosofo danese, abbiano osato nei contenuti e nella forma.

Il CACCA ha presentato "Bologna City of Food Porn" di "Panem Et Circenses a cura di Elisabetta Scigliano, un'installazione e opera partecipata dedicata alla bulimia bolognese per il FOOD.

_il testo critico del curatore

Bologna City of Food Porn
L’equilibrio non esiste e se c’è, è fulmineo: il tempo di accorgersi di averlo trovato e si cade.
L’unica cosa possibile è osare.
Non perdere momentaneamente l’equilibrio ma scardinarne il concetto e capire davvero cosa è importante.
Si può stare fermi, mantenendo l’equilibrio presunto ma dobbiamo ricordare il risultato che vogliamo ottenere: questo farà la differenza. Tentare, azzardandosi, significherà uscire dalla posizione orizzontale per sbilanciare il tutto.
Di questo parla l’opera “BOLOGNA CITY OF FOOD PORN“ del collettivo Panem Et Circenses che utilizza le pratiche di partecipazione per indagare le relazioni che si attivano attraverso il cibo, strumento simbolico e significativo che viene inserito nel site specific bolognese.
Guardare ad un equilibrio dell’osare, quello che secondo il loro pensiero ha perso Bologna.
Una grande scritta rosa al neon come presa di posizione e denuncia pubblica del fenomeno e del tentativo in atto di trasformare un’ intera città in una grande mangiatoia per turisti, dove l’ “autenticità” è costruita a tavolino.
Alle persone è chiesto di prendere un adesivo e, una volta usciti, posizionarlo in un luogo reale di Bologna etichettando una situazione della “Bologna City of Food Porn”. Fotografarla e condividerla, poi, con l’hashtag #bolognacityoffoodporn contribuirà a concepire automaticamente un nuovo cloud semantico.
È più immorale ed illegale questo gesto o ciò che di “FICO” sta accadendo alla nostra città? Una città che ha perso la propria identità e per sciocco ardire va incontro ad un travestimento che ne farà la Disneyland del food.
Elisabetta Scigliano

_un bell'articolo firmato da Lamberto Cantoni uscito suMywhere dedicato alla V edizione di Setup dove, tra tutte le opere in esposizione, si parla del nostro progetto, con i fuochi d'artificio!

ARCHIVIO · 2016